Una conversazione con Lab’O

 

Lab’O Associazione Culturale a Pistoia è nata nel 2014. È composta di nove soci fondatori, tutti con varie esperienze di formazione che includono la storia dell’arte, l’architettura, il design e l’imprenditoria. In quest’intervista Veronica Messina e Maria Egizia Gargini, le due motori che guidano l’associazione, parlano di come è nata Lab’O, la sua filosofia e l’importanza di Pistoia come città per loro. In più qualche ispirazione personale loro.

 

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C’è stato un momento di ispirazione che vi ha spinte a creare  Lab’O? Potreste descrivere il momento? 

 

EG & VM: Non c’è stato un momento esatto in cui abbiamo deciso di creare Lab’O, l’associazione Lab’O è nata dalla voglia di condividere con gli altri le passioni di un gruppo di amici, le curiosità e i piaceri del vivere, il bello e il buono ricercato in tutto ciò che ci circonda.

 

Lab’O è una parola inventata. Che cosa vuol dire? 

 

EG & VM: Lab’O è una parola di fantasia, nata per scherzo su una chat whatsapp, mentre ci scambiavamo idee e spunti sulle attività che avrebbe dovuto promuovere la nostra associazione. Lab’O è un gioco di parole, è la contrazione di “LABOZIOSO”, nella nostra fantasia colui che “ lavora in maniera oziosa per la diffusione dell’ozio”.
In quel momento il nostro scopo era proprio quello: darci da fare per rinobilitare l’Ozio e creare occasioni per condividere momenti piacevoli con i nostri amici, vecchi e nuovi.

 

La parola “bellezza” è una che si usa molto in Italiano, ed è la parola chiave per la vostra filosofia. Potete dire qualcosa su come questa parola è importante per voi? 

 

VM: E’ proprio sulla nostra basica quanto precisa e condivisa idea di bellezza che Lab’O ha effettivamente, a poco a poco, assunto sostanza e poi forma. Per noi la bellezza altro non è che la qualità delle cose di riuscire ad appagare il nostro animo attraverso i cinque sensi, tanto da diventare piacevoli oggetti di semplice contemplazione quanto di reale godimento.

 

EG: La bellezza è la parte migliore e più peculiare, che ogni forma di vita riesce ad esprimere, nella propria specie. La bellezza è la precisione delle screziature di colore di un fiore, l’armonia perfetta di una melodia, la raffinatezza dell’equilibrio di un vino. Lab’O vuole comunicare anche questo: il lusso delle cose “belle” non è legato a un prezzo ma, all’educazione e all’abitudine di riconoscere la bellezza nelle cose.

 

Vi identificate nel rappresentare una certa Italianità e se sì, in che modo? Oppure siete ispirate da varie influenze internazionali?

 

VM: Ognuno di noi è un pezzo della nostra bella Italia, ma è anche un paesaggio umano di varie provenienze, è un portatore di un codice che non è soltanto locale ma che cerca di essere un tramite tra la nostra città e i tanti luoghi dell’Europa e del mondo che abbiamo avuto la fortuna di visitare e vivere.

EG: Come dice Veronica, siamo un gruppo molto eterogeneo, e ognuno di noi rappresenta un pezzo di Italia, diverso. Io personalmente sono 100% Toscana, e se non fossi umana, sarei una vite di Sangiovese. Sono sicuramente una cittadina del mondo, e ho viaggiato molto ma, della mia terra porto dentro ed esprimo, ogni frutto e ogni tesoro.

 

Che cosa rende Lab’O speciale e unico come associazione culturale?

 

VM: La vera cosa che ci rende speciali è quella che potremmo chiamare la “mixité”, ossia il piacere di mischiare esperienze, idee e culture diverse in un unico grande Lab’Oratorio del bello.

EG: Siamo diverse perché diamo l’opportunità di vivere esperienze uniche, e di assaporare prelibatezze sconosciute, “a porter”, senza che questo significhi chiusura in un clan di privilegiati. Siamo generosi: il piacere del “dare” e del “condividere”, questo ci contraddistingue.

 

In una parola, come descriveresti il tuo stile? 

 

VM: Eclettica!

EG: Sparkling!

 

Voi avete come sede per gli eventi un piccolo gioiello di architettura di Pistoia nel centro storico, il settecentesco Teatrino Gatteschi. Avete eventi già in programma per i prossimi mesi?

 

EG & VM: Il Teatrino Gatteschi è un luogo speciale. Nascere e avere come prima sede un piccolo teatro del settecento è stato un sogno realizzato. Un teatro in fin dei conti è uno spazio dedicato alla messa in scena, al divertimento e quindi un luogo per noi perfetto dove celebrare il nostro amato ozio. Rispetto agli eventi futuri non possiamo al momento indicare date certe ma possiamo anticipare che molti sono coloro che ci hanno chiesto di organizzare eventi di natura diversa, dalle piece teatrali alle performance artistiche, dalle presentazione di nuove collezioni di designer emergenti a esposizioni fotografiche. Appena i nostri interlocutori ci daranno conferma delle varie date comunicheremo subito attraverso la nostra pagina Facebook, e via mail agli associati, tutti i vari appuntamenti.

 

Secondo voi, che cos’è che rende Pistoia unica come città? Che cosa può offrire che riflette l’idea di “bellezza” della vostra associazione? 
EG & VM: Pistoia è una piccola città d’arte che con la sua discrezione e la sua bellezza, non gridata, costituisce per noi quella perfetta cornice all’interno della quale portar avanti la nostra mission: il piacere di condividere con i nostri associati la bellezza e la bontà delle nostre scoperte, di assaporare il bello e il buono che abbiamo già avuto la fortuna di incontrare nelle nostre esperienze internazionali e che, al tempo stesso, non ci stanchiamo mai di ricercare.
Sensazioni, emozioni, esperienze da conservare nel cuore e nel tempo.
“Lab’O è l’associazione di Pistoia, che non ti fa sentire a Pistoia… “ questa frase,  pronunciata da un nostro ospite durante il concerto da noi organizzato della cantautrice americana Anna Su, ci ha fatto tanto sorridere, la vogliamo condividere con voi per dire che forse abbiamo colto nel segno…, siamo riusciti a creare un ambiente contaminato a sufficienza da riuscire a far perdere, a chi lo frequenta, la percezione di trovarsi in una piccola città di provincia.

 

Se un pezzo musicale oppure un passaggio di un libro potrebbe essere il vostro motto personale quale sarebbe e di chi? 
VM: Forse direi due versi della Canzona di Bacco, il più noto dei rinascimentali Canti Carnascialeschi, composto da Lorenzo de’ Medici:

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza

Una frase che mi ripeto ogni qual volta ho l’impressione di perdermi in riflessioni tanto articolate da  bloccarmi nell’azione e rimandare troppo il fare qualcosa, o semplicemente prendere una decisione.

EG: Da La Scuola degli Dei di Stefano E. D’Anna:

L’improvviso ha bisogno di una lunga preparazione

Questa è una delle frasi fondamento della mia filosofia di vita, niente accade senza il nostro permesso, e soprattutto, senza che noi lo abbiamo accuratamente preparato. Pensa quali meravigliose avventure possiamo ricreare nella nostra vita, e quali stupende sorprese!

 

Quale opera d’arte vi può descrivere meglio?

 

VM: La fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini! Una complessa composizione scultorea, una invenzione fantastica, molto scenografica, traboccante di dettagli, di rimandi allegorici e significati, di luci, ombre e giochi d’acqua, ma anche molto ironica. Un’opera che si coglie non con un semplice sguardo frontale ma che, per esser compresa, pretende di essere scrutata a lungo e sotto infinite angolazioni.

EG: Io non sono così esperta d’arte come Veronica ma, direi che in questo momento della mia vita, se dovessi scegliere un’opera per descrivermi, indicherei la Nike di Samotracia, anche io un’opera scultorea: la Dea alata che rappresenta la vittoria trionfante. Siamo decisamente ragazze dall’animo barocco!!!

 

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Under the window lies a man who knows 

Next to the letters that say anything goes 

So hide me in your cupboard 

And lie between your nose 

You caught me in the night

You caught me in the night  

(“Oh My Stars” – Anna Su)

Anna SU concert 1

Musicians Anna Su from Los Angeles & Nikko Menichini from Pistoia play “Oh My Stars” in Pistoia’s Teatrino Gatteschi.

 

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